Il farmacista anaffettivo

Oggi è il giorno dell’ anaffettività , e in questa strana storia ci sta proprio bene ,visto che il termine descrive l’incapacità di stabilire relazioni affettive e di esprimere le proprie emozioni.
Non ti sto parlando di un rapporto di amore , ma anche si , ti sto parlando però del fatto che se non sono realmente interessato a una persona , difficilmente riuscirò a trasferire in modo convincente e caldo quello che penso e ,visto che parliamo di consulenza ,non riuscirò nemmeno a trasferire quelle che sono le cose giuste da fare per lei , per il suo problema , per la sua azienda .

Non so da dove viene l’anaffettività , ma so che spesso è figlia della routine quotidiana.

Uso sempre in apertura di qualsiasi meeting o sessione formativa una frase di Paulo Coelho che recita più o meno così :

” Se non ti piace l’avventura prova la routine è letale !”

Ti dirò anche un’altra cosa , in realtà , serve anche a me perchè in questo lavoro rischi di cadere nella routine , di non essere assonante con le persone , di perdere la cura necessaria per fare interventi efficaci , insomma rischi di essere spento , scarico , in poche parole di non incidere come vorresti.

Ma torniamo a noi , mi è capitato , qualche settimana fa di avere a che fare con un gruppo di “farmacisti collaboratori” che avevano completamente perso il senso del proprio ruolo , imbalsamati dalla routine e con un sacco di punti interrogativi nella testa . Il più grosso era questo :” Ma cosa ci sto facendo qui”?

Quando è capitato a me , ho cambiato immediatamente lavoro , quando capita a un Farmacista Collaboratore l’effetto è devastante e credimi , il cliente , non solo lo percepisce immediatamente , ma te lo fa subito notare nel migliore dei casi , nel peggiore ……” non torna più”.

Non so da dove viene l’anaffettività , ma so che spesso c’è più di un colpevole perchè dietro alla domanda che un collaboratore si pone ” Ma cosa sto facendo qui ? il più delle volte ce n’è un’altra ancora più pericolosa :” Ma tu titolare , dove mi stai portando? Dammi un motivo , ti assicuro me ne basta uno , per cui seguirti ” .

I Top Manager della porta accanto

Tutti gli imprenditori della porta accanto avrebbero bisogno di ragionare sui tratti “strategici ” legati al proprio ruolo mansione . https://davidezucchetti.blog/2017/05/08/top-manager/

Davide Zucchetti Blog di Management

Ovvero, le caratteristiche che accomunano molte persone normali rendendole capaci di compiere imprese straordinarie.

Nella mia attività di knowledge manager ho avuto modo di incontrare – grazie all’opera dei miei colleghi Upgrader – moltissimi imprenditori e, tra questi, un buon numero di veri e propri “campioni nascosti“.
Dato che questi manager/imprenditori straordinari – pur essendo ognuno diverso dall’altro – si mostravano (e comportavano) quasi sempre da persone normalissime, mi sono più volte soffermato a riflettere su quali caratteristiche potessero accomunarli e se, queste caratteristiche comuni, potessero avere avuto una qualche influenza sul loro successo professionale.
Le caratteristiche dei top manager della porta accanto:

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Le scelte di Felix

Felix è di fatto l’uomo più veloce al mondo :

 

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1342 chilometri all’ora, 1.24 volte la velocità del suono. Basta questo numero, diffuso stanotte dal team di Red Bull Stratos, per farci ancora una volta stupire dell’incredibile, lo ripetiamo perché è proprio così, impresa di Felix Baumgartner. È salito a 39.045 metri con la sua speciale capsula, 1315 chili, piccola e ipertecnologica, attaccato ad un pallone stratosferico enorme, riempito di Elio e sottilissimo: 3 millimetri di spessore……
Incredibile a pensarci ! 3millimetri di spessore che sostengono una capsula piccola e ipertecnologica per un salto senza fine ad una velocità impensabile fino a qualche istante prima .

Felix quindi è un punto di rottura un Benchmark di riferimento perchè ha utilizzato tecnologie così innovative da rompere tutti gli standard conosciuti , ha acquisito competenze uniche , ha sviluppato nuove abilità.

Felix , è un ipercompetitivo! e tu ?

L’ipercompetizione si verifica quando le tecnologie o le offerte sono così innovative che gli standard e le regole sono in evoluzione costante rendendo insostenibili i vantaggi competitivi .

E’caratterizzata da scelte competitive violente e rapide , in cui i concorrenti devono muoversi in fretta per costruire nuovi vantaggi e intaccare quelli dei rivali .

Felix è veloce ! e tu?

I competitor contano sulla velocità e l’effetto sorpresa per introdurre sul mercato prodotti più interessanti o a prezzi più bassi e per rispondere ai gusti più frammentati dei consumatori.

Quanto durerà il record di Felix ?

Forse per molto tempo ,ma, parlando di mercato,l’ambiente ipercompetitivo ridurrà i profitti delle aziende che non saranno in grado di creare nuove posizioni competitive a una velocità maggiore di quella con cui si sgretolano le vecchie.

a.verzola@hiskill.it

L’imprenditore disconnesso

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“Consapevolezza ” da vocabolario significa presa di coscienza , cognizione “.

David Eagleman , ci suggerisce che “la consapevolezza viene coinvolta quando succede qualche cosa di inaspettato ,quando dobbiamo decidere che cosa fare nell’immediato.”

“Il cervello cerca di andare avanti il più possibile con il pilota automatico , ma non è sempre possibile in un mondo che ti riserva continuamente delle sorprese.”

In altri termini raffigura la consapevolezza come “l’amministratore delegato di una vasta società tentacolare , con innumerevoli sottodivisioni e dipartimenti i quali collaborano , interagiscono e competono in modalità diverse “.

Le piccole aziende non hanno bisogno di un amministratore delegato ma il ruolo del “titolare ” è quello di sovraintendere ai problemi quotidiani e creare le prospettive a lungo termine della società , esercitando le proprie doti di leadership per ottenere attraverso gli altri il raggiungimento delle mete aziendali .

In aziende dimensionalmente più grandi e strutturate l’amministratore delegato pur non essendo a conoscienza dei minimi dettagli dell’attività giornaliera ,avrà sempre in mente le prospettive della società nel lungo periodo , rappresentando la visione più astratta che l’azienda ha di se stessa .

Non è inusuale assistere ad imprenditori o manager che perdono la connessione tra consapevolezza del proprio ruolo / funzione e la propria idea di businnes , o meta aziendale , e questo atteggiamento , si manifesta accettando passivamente la scarsità di risultati, il perdurare delle criticità aziendali e le continue non esecuzioni.

L’effetto sull’impresa è simile a quello che si manifesta nel cercare di ricomporre un puzzle mancante di una struttura logica nella sequenza dei pezzi , una sorta di allegro ? “caos improduttivo” dove tutti sembrano alacremente indaffarati, ma non ci sono reali risultati.”

Essere veloci , nel ripristinare i circuiti interrotti tra ruolo /funzione , idea / meta è cruciale in questi casi , come è cruciale riconoscere i sintomi che precedono la disconnessione, sintomi che coincidono con una carica emotiva disponibile dell’imprenditore o del manager molto bassa se non esigua , che lo porta a giustificarsi ,(la crisi , il mercato ,le zone ,il prodotto, i clienti , gli agenti……..) o a arrendersi.

Utilizzare uno strumento che misuri e analizzi “lo stato di salute ” del Leader , ,identificare un percorso da affrontare per ripartire attraverso tecniche e strumenti più efficaci per rimettersi in moto , è , quanto meno opportuno , in caso contrario la pena da scontare è quella di rimanere in uno stato di stand by permanente .

 

Ogni azienda vuole migliorare le prestazioni dei propri collaboratori

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Per troppo tempo però il modo in cui si è cercato di farlo è stato evidenziando gli errori, concentrandosi a tirar fuori dai collaboratori ciò che probabilmente non c’era, guardando alle cose che facevano male o in modo impreciso e, raramente, concentrandosi sui punti positivi. Questo ha portato titolari e manager a tentare di modificare radicalmente le attitudini dei propri collaboratori, con risultati troppo spesso disarmanti e demotivanti. Infatti solo una piccola percentuale di persone riesce, con l’aiuto di bravi titolari e manager e con la propria autodisciplina, a modificare radicalmente i propri talenti e svilupparne di nuovi. Purtroppo per la maggior parte di essi, i risultati sono altalenanti o, meglio ancora, sono vividi solo nella misura in cui titolari e manager sono impegnati costantemente a spingere, motivare, gestire ed affiancare, ma, appena queste attività rallentano o vengono dismesse, è frequente che il collaboratore ritorni alle proprie abitudini non ottimali. Spesso siamo portati a pensare che il talento sia associato esclusivamente ad una superiorità “evidente”.

Pensa per un attimo ad un grande campione dello sport: Valentino Rossi. Chiudi gli occhi, immagina in questo stesso momento una sua gara in Moto GP, lo vedi fare sorpassi, affrontare curve paraboliche, staccate da urlo, darci dentro per tutta la gara ed infine sfrecciare verso il traguardo, la bandiera a scacchi sventola per lui e lo accoglie da vincitore della gara. Potresti pensare che né la testarda determinazione, né il duro allenamento, siano la ragione principale della sua grandezza.Può anche avere entrambi gli ingredienti sopra citati, ma la stessa cosa si potrebbe dire della gran parte dei piloti del Moto GP. Da soli, questi fattori, non possono spiegare perché Valentino Rossi sia una star. In fondo in fondo, tutti sappiamo bene che la sua arma segreta è il talento.

I titolari ed i manager più efficaci definiscono il talento come: un modello ricorrente di pensiero, di sensazione o di comportamento che può essere messo in pratica in modo produttivo. L’enfasi è sulla parola “ricorrente”. Il talento, essi sostengono, è rappresentato da una serie di comportamenti che viene messo in atto spesso. Quindi questi manager di successo sono totalmente in disaccordo con il talento inteso come qualità riservata a pochi eletti. I titolari ed i manager migliori, quelli che conducono aziende con incrementi di fatturato a due o tre cifre, sanno individuare e mettere a frutto i talenti naturali dei propri collaboratori, lavorano sui loro lati positivi, individuano i loro punti di forza e li amplificano, sviluppano il loro talento naturale, incentivano i propri collaboratori a lavorarci costantemente per incrementarlo e mitigano i loro punti negativi

“Focalizzatevi solo sui punti di forza di ogni individuo. Non cercate di renderlo perfetto. Al contrario, fate tutto quello che potete per aiutarlo a coltivare il proprio talento. Aiutatelo a diventare un po’ di più quello che è già”

Tom Peters

È provato: un collaboratore consapevole dei propri punti di forza, che si concentri a svilupparli, produce cinque volte di più di un collaboratore esasperato dai propri punti di debolezza. Non ti basta per cambiare approccio nella gestione del tuo personale?Sei consapevole di quanto ti costi girare per l’azienda alla costante ricerca delle cose che non vanno? Il talento in sé non è particolarmente speciale, quello che è speciale è l’incontro tra il talento ed il ruolo, quindi il lavoro del management non è quello di insegnare il talento alle persone, il suo compito è piuttosto quello di aiutarle a realizzare il fortunato incontro tra talento e ruolo e trasferire alle persone le conoscenze, le tecniche e le motivazioni necessarie ad eccellere.Il modo migliore per aiutare un collaboratore a coltivare i suoi talenti, consiste nel trovargli un ruolo in cui egli possa metterli a frutto. Il talento della riservatezza non è particolarmente speciale. Molte persone lo possiedono e lo applicano in tutti gli aspetti della vita, non necessariamente causando cose straordinarie. Di contro, questo talento diventa speciale quando si realizza il perfetto connubio tra talento e ruolo. Un esempio di tutto ciò è il caso di una persona con il talento della riservatezza che diventi segretaria di direzione. Avremo a questo punto una collaboratrice speciale, perché è in grado di tenere per sé tutte le informazioni strategiche di cui viene a conoscenza. Lei ha “talento”.

Ti sarà capitato di non riuscire ad ottenere ” cose “dai tuoi collaboratori !:(  , se la leadership è l’arte di  “ottenere le cose attraverso gli altri “questo  dipende essenzialmente da te  e da  come gestisci quattro aree comportamentali che devi sapere gestire e tenere sotto controllo .
Ed è solo una  parte degli skills richiesti ad un imprenditore, sopratutto se legato al mondo della ristorazione .!

Prova ad immaginare che vantaggi potrebbe avere la tua azienda se riuscissi a creare il perfetto connubio tra talenti naturali e ruoli delle persone che lavorano con te.

Ora smetti di immaginare e iniziamo a farlo insieme!

Clicca qui e scopri come fare

 

 

 

Festa a Mare …..Ristorante da Tuccino,aiuta la ricerca scientifica per debellare la SLA !

FESTA a MARE” – Ristorante da Tuccino, Polignano a Mare, 4 luglio 2016

pubblicato il giorno 27/06/2016

“FESTA a MARE” – Ristorante da Tuccino, Polignano a Mare, 4 luglio 2016

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Inutile usare giri di parole, per comprendere la vera natura di ciò che sta per accadere a Polignano a Mare, il prossimo 4 Luglio, presso il Ristorante “da Tuccino”, bisogna innanzitutto parlare di lui, di Pasquale Tuccino Centrone, il famoso e visionario ristoratore pugliese, al quale, questa stessa regione, deve gran parte della sua attuale fama gastronomica nazionale ed internazionale.

Per chi non lo conoscesse ancora, Pasquale Centrone è un uomo che da sempre ama il mare, un colto e passionale poeta della ristorazione, nonché uno straordinario e raffinato selezionatore di materie prime. Sin da ragazzo, sotto l’attenta guida di suo padre “Tuccino”, ha iniziato la sua carriera lavorativa offrendo ai turisti il più celebre e popolare piatto della sua costa, le famose “cozze e provolone”, per poi sviluppare nel tempo, una volta aperto il ristorante di famiglia, una personalissima tecnica di taglio e di presentazione dei suoi famosi crudi di mare che, per molti anni, è stata e continua ad essere la sua firma nel mondo della ristorazione pugliese.

Tuttavia, alcuni anni fa, nel bel mezzo della sua inarrestabile ascesa professionale, dopo aver condotto il suo ristorante ai vertici delle più prestigiose guide gastronomiche, Pasquale si è imbattuto nella più subdola delle malattie, la sclerosi laterale amiotrofica (la SLA).

sugimoto_tyrrenian_seaDopo un primo duro colpo iniziale, Pasquale “Tuccino” è riuscito a trovare, anche attraverso il recupero delle sue passioni di sempre, la forza di reagire alla malattia, tanto che i primi a stupirsene, sono proprio le persone che lo spronano a continuare la sua lotta per la vita, sopraffatti ogni giorno, da un’inaspettata serenità e da una immensa gioia di vivere.

E’ proprio a queste persone, ai suoi familiari e al suo caro amico Vittorio Cavaliere, che lo stesso Pasquale Centrone ha espresso alcuni mesi fa, il desiderio di realizzare presso il suo ristorante, un evento di beneficenza che fosse in grado di sostenere la ricerca scientifica, devolvendo tutto il ricavato della manifestazione, alle associazioni conSLAncio e AISLA, entrambe impegnate da tempo a sconfiggere la malattia che, purtroppo, affligge Pasquale già da alcuni anni.

10479730_886512174731241_4061735987124709774_nNasce cosi, da questa speranza, da questa sua volontà, la prima edizione di “Festa a Mare”, un mega evento di beneficenza diviso in due momenti, che si terrà il 4 luglio prossimo, presso il ristorante “da Tuccino” a Polignano a Mare.

La prima parte della festa, che si svolgerà all’interno del ristorante, inizierà alle ore 13.00 con “Il Pranzo Buono”, un esclusivo appuntamento riservato a soli 140 ospiti, realizzato grazie alla solidale partecipazione di oltre 2o importanti chef stellati italiani e stranieri e alla gentile collaborazione della delegazione A.I.S. Murgia. In questa occasione, statene certi, non mancheranno grandi e importanti sorprese per Pasquale. (Le prenotazioni per partecipare a questo evento, devono obbligatoriamente essere effettuate solo attraverso questi contatti:  fax. 0805304373, oppure con mail, all’indirizzo: ricercaequalita@gmail.com . Lasciando qui i vostri dati, sarete immediatamente ricontattati).

DSC_0265La seconda parte dell’evento, che prenderà vita dalle ore 19.30 in poi, negli spazi sul mare antistanti il ristorante, sarà la vera è propria “Festa a Mare”. Qui, per chi desidera sostenere l’iniziativa voluta dal “re dei crudi di mare”, si potrà acquistare un semplice biglietto d’ingresso di soli 15 euro, con cui sarà possibile degustare i più classici e gustosi street food pugliesi, abbinandoli ai vini o alle birre artigianali presenti, oltre ad assistere ai cooking show che vedranno protagonisti le giovani promesse della cucina pugliese e gli chef di Taste of Peace. Tutto questo, sottolineato da musica eseguita dal vivo di fronte ad un paesaggio marino unico in Puglia per la sua bellezza.

Va comunque ricordato, che da quando Pasquale Tuccino Centrone ha reso pubblica la volontà di realizzare la sua “Festa a Mare”, si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà, che vede protagonisti, oltre ai già citati chef stellati, anche famosi personaggi dello spettacolo e del mondo del calcio. Si tratta di un’inaspettata ventata di entusiasmo che, oltre a rendere felice il cuore di Pasquale (anche attraverso semplici messaggi di vicinanza), costringe l’intera organizzazione dell’evento, a causa delle tante richieste pervenute, a rivedere i tempi di presentazione alla stampa dei nomi che prenderanno parte alla festa.

Per questo motivo, la locandina di “Festa a Mare”, l’evento stesso e i suoi protagonisti, saranno presentati durante una conferenza stampa che si terrà il 30 giugno, alle ore 11.30, presso il ristorante “da Tuccino” a Polignano a Mare.

Nel frattempo, Pasquale Centrone, al quale la vita ha insegnato alcune semplici, dolorose e solide verità, sorride ed è entusiasta del successo che sta ottenendo la sua idea.

fonte :http://www.agapuglia.it/

La fine del vantaggio competitivo. Come impostare una strategia per un business in trasformazione costante

Le regole del passato non valgono più. Rita McGrath, docente alla Columbia Business School, in un intervento al World Business Forum a New York ha fornito a manager e imprenditori le linee guida per operare con successo in un mondo sempre più turbolento: guardare al di fuori del proprio mercato tradizionale, mettere l’innovazione al centro, essere pronti a disinvestire e capaci di fare continue modifiche, orientando talenti e operations

Rita McGrath, Docente alla Columbia Business SchoolzoomRita McGrath, Docente alla Columbia Business SchoolL’insieme di forze che agiscono nell’ambiente turbolento in cui oggi operano le imprese ha reso il concetto stesso divantaggio competitivo irrilevante. È l’opinione di Rita McGrath, professoressa alla Columbia Business School ed esperta riconosciuta a livello mondiale in tema di strategie in ambienti incerti e volatili, autrice del libro “The End of Competitive Advantage: How to Keep Your Strategy Moving as Fast As Your Business” (Harvard Business Review Press).

Intervenendo di recente al World Business Forum a New York, McGrath ha sostenuto che le imprese hanno bisogno di ripensare strategia e modo di competere e non devono più focalizzare i loro sforzi per ottenere un vantaggio competitivo sostenibile.

Piuttosto, oggi serve puntare su vantaggi multipli e transitori, ovvero vantaggi competitivi che possono essere costruiti rapidamente e abbandonati altrettanto rapidamente.

Ha raccomandato di concentrarsi su “aree” piuttosto che su mercati. «Un’area è uno spazio in cui si compete insieme ad altri attori che possono provenire da altri settori – ha detto-. Se si investe in un’altra direzione, non ci saranno più risorse da destinare sugli obiettivi giusti. Le aziende migliori in questo ambiente turbolento si stanno concentrando su quello che sta accadendo al di fuori dei loro confini, in luoghi a cui normalmente non si guarda», ha detto McGrath.

In un mondo di vantaggi competitivi sostenibili, il presupposto è che la stabilità sia la normalità e il cambiamento sia l’eccezione. Ma oggi la cosa necessaria è continuare a fare modifiche piccole e proattive, orientando i talenti e le operations, in modo che non siano mai necessari cambiamenti impegnativi.

Il “disengagement”, infatti, è un’area di debolezza per la maggior parte delle aziende.McGrath ritiene che sia di vitale importanza avere una struttura molto agile, in modo da distogliere rapidamente risorse dalle aree su cui si vuole disinvestire. La docente ha citatoKodak come esempio di una società che aveva avuto per molti anni un vantaggio sostenibile e, quando improvvisamente questo è venuto a mancare, perchè con il digitale la fotografia è andata in crisi rapidamente, non è stata in grado di modificare la propria rotta.

Un’agile allocazione delle risorse è necessaria nel mondo degli affari di oggi. Le imprese hanno bisogno di separare la loro struttura di potere dal processo di allocazione delle risorse. Altrimenti, se chi controlla il business controlla anche le risorse che il business genera, si tenderà ad operare in una modalità difensiva. Il responsabile, infatti, vorrà conservare tale vantaggio per ragioni perfettamente comprensibili.

 

Curiosi, veloci e più o meno “esatti”

«Dobbiamo cominciare a pensare all’innovazione come ad una competenza e non come qualcosa che accade una volta ogni tanto. L’innovazione dovrebbe avere un budget, delle responsabilità, un responsabile e un processo di gestione vero e proprio. Questo mette nuove pressioni sui leader, proprio perché gli aggiustamenti rispetto a un mondo che cambia dipendono da loro», ha detto.

McGrath ha suggerito, inoltre, che abbiamo bisogno di cambiare “mindset”: spostarci da una mentalità in cui il presupposto è la stabilità e il compito è quello raggiungere gli obiettivi di fatturato, in pratica continuare a fare quello che facciamo da sempre, ad una mentalità dove noi stessi richiediamo i cambiamenti, esigendo innovazione e nuove tecnologie in grado di influenzare il settore di appartenenza.

In realtà, guardare il proprio cliente finale nel suo mondo contribuirà a stimolare innovazioni ed una migliore comprensione di ciò che accade, anticipando, così, le tendenze future.

Essere precisi e “esatti” non è più una priorità in affari. Essere curiosi, veloci e più o meno “esatti” è la strada da percorrere.

 

Grandi opportunità per gli imprenditori

La chiave, dunque, è la creazione di un nuovo percorso basato sul cogliere velocemente le opportunità, sul loro sfruttamento in modo deciso, e sulla capacità di passare oltre ancora prima che questa finestra di opportunità si sia chiusa.

«Anche le persone che lavorano per voi sono alla ricerca di modalità diverse, vogliono sapere che staranno meglio di adesso». Sono preoccupate di rimanere bloccati in un luogo dove non potranno accrescere le proprie competenze e non riusciranno a farsi notare.

Ci sono sempre più opportunità imprenditoriali, perché le aziende non possono aggrapparsi ad asset materiali o muoversi con agilità. Oggi, è tutta una questione di “accesso” ai beni, non “possesso” di beni. Qualche decennio fa, le imprese dovevano acquistare server, ampi uffici e magazzini e attrezzature logistiche. Oggi, gran parte di ciò è disponibile sul mercato. Opportunità reali possono essere create senza grandi livelli di investimento.

McGrath vede anche meno rigidità nella valutazione delle carriere, per via degli ampi networks che le persone oggi hanno e per il modo di lavorare sempre più flessibile, «Questo dà la possibilità di ritagliarsi una carriera più gratificante», ha concluso.

Fonte : Digital 4

Articolo realizzato in collaborazione con WOBI – World of Business Ideas

WOBI organizza la 12esima edizione del World Business Forum Milano il 3-4 novembre, presso MiCo

Le officine della ristorazione

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Fai la scelta giusta ! Cambia marcia per fare la differenza ! Ma soprattutto…. allenati a farlo!

A partire da Novembre 2016 , 6 formatori  selezionati da A tavola con lo chef , vestiranno i panni di personal coach allenando 8  professionisti del settore ristorazione , ad analizzare lo scenario attuale della loro attività ristorativa  aiutandoli ad immaginare e a costruire  nuovi scenari di sviluppo del loro business..

Il format ,pensato in 6 tavole rotonde su cui  si alterneranno alla guida del team di lavoro i coach della scuola , prevede un confronto continuo e interattivo allo scopo di allenare 

  • la  capacità di innovare e intercettare velocemente i cambiamenti del  mercato, progettando  e costruendo  soluzioni ad hoc per la  attività dei partecipanti
  • la  capacità di creare valore dall’esperienza del cliente nel  locale, analizzando soluzioni migliorative legate alle linee, all’accoglienza, alla gestione delle risorse
  • la  capacità di affrontare il tema del controllo di gestione  e controllo dei costi, le ricadute organizzative su sala e cucina, la gestione del personale, ripensando l’organizzazione dei flussi di lavoro, grazie anche  alla nuova piattaforma realizzata in partnership con Octopus Restaurant System e  A Tavola Con Lo Chef.
  • La  capacità di presentare soluzioni e piatti innovativi, in un pitch finale di 36′, allenando  la capacità di sintesi, le  abilità tecniche personali , le modalità di presentazione delle singole soluzioni, l’ empatia e la  capacità di racconto .

 

 

 

 

 

A Proposito di Sfoglia e Sfogline

E’ uno dei format di ristorazione più innovativi degli ultimi anni. Nata nel 2013 dall’esperienza del ristorante stellato dell’Hotel I Portici, la formula della Bottega dei Portici – che in un unico locale racchiude laboratorio e rivendita di pasta fresca, bottega enogastronomica e ristorazione veloce a base di primi piatti preparati al momento – non […]

via Al Cibus di Parma la cucina stellata dei Portici si fa brand. Nasce il franchising labottegadeiportici.com — The Foodie Fighter

Marketing : l’evoluzione delle scuole di cucina

Dire che il mercato delle ” scuole di cucina” sia oramai da considerare  maturo non mi sembra un’eufemismo , anche perchè  la continua aperture di scuole di vario livello  lo  ha …

Sorgente: Marketing : l’evoluzione delle scuole di cucina