FOOD&LOVE

PROFONDITA' DI CAMPO

Nerone

(Nereo Graziano Alessandro Braschi)

La cucina di mia madre Leucadia era collegata all’orto, all’allevamento degli animali e alla credenza, che era il regno delle conserve: sott’olio, sott’aceto, salumi, le uova tenute in acqua e calce nel periodo invernale…

Mia madre eccelleva negli umidi di verdure, nella preparazione dei cardi e dei carciofi, dei finocchi in mille modi. La sua cucina era legata al ciclo delle stagioni, e non poteva essere altrimenti, dato che non avevamo frigoriferi e congelatori; attingevamo direttamente l’acqua dal pozzo con un secchio di zinco.

Il rito del mattino era questo: alle sei mia mamma accendeva la stufa a legna, tostava prima l’orzo e poi i ceci, poi preparava il caffè d’orzo con la cuccuma.

Nei giorni feriali, a pranzo mangiavamo le tagliatelle; alla sera, anche in estate, il brodo di verdure e, a volte, di carne. Invece del pane mangiavamo la piadina fresca, fatta ogni…

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Competenze trasversali in farmacia

Sembra che i titolari sintetizzano la visione dei loro s-collaboratori come un popolo di scollegati dalla realtà e dagli aspetti legati al cambiamento che in Farmacia sta continuando a soffiare forte tra i vari ruoli e le relative mansioni ad essi assegnate

Farmacie : alla ricerca di un equilibrio complesso

I recenti aggiornamenti legati all’andamento delle acquisizioni di farmacie da parte dei grandi player, che , con velocità diverse e con intensità diverse si affacciano sempre più insistentemente su questo mercato , non fanno che confermare che fino a quando non avverrà una qualche forma di stabilizzazione post acquisizioni ,il mercato delle farmacie sarà nei prossimi anni , volatile ,incerto , indefinito , ambiguo .

La fine del vantaggio competitivo. Come impostare una strategia per un business in trasformazione costante

Le regole del passato non valgono più. Rita McGrath, docente alla Columbia Business School, in un intervento al World Business Forum a New York ha fornito a manager e imprenditori le linee guida per operare con successo in un mondo sempre più turbolento: guardare al di fuori del proprio mercato tradizionale, mettere l’innovazione al centro, essere pronti a disinvestire e capaci di fare continue modifiche, orientando talenti e operations

Rita McGrath, Docente alla Columbia Business SchoolzoomRita McGrath, Docente alla Columbia Business SchoolL’insieme di forze che agiscono nell’ambiente turbolento in cui oggi operano le imprese ha reso il concetto stesso divantaggio competitivo irrilevante. È l’opinione di Rita McGrath, professoressa alla Columbia Business School ed esperta riconosciuta a livello mondiale in tema di strategie in ambienti incerti e volatili, autrice del libro “The End of Competitive Advantage: How to Keep Your Strategy Moving as Fast As Your Business” (Harvard Business Review Press).

Intervenendo di recente al World Business Forum a New York, McGrath ha sostenuto che le imprese hanno bisogno di ripensare strategia e modo di competere e non devono più focalizzare i loro sforzi per ottenere un vantaggio competitivo sostenibile.

Piuttosto, oggi serve puntare su vantaggi multipli e transitori, ovvero vantaggi competitivi che possono essere costruiti rapidamente e abbandonati altrettanto rapidamente.

Ha raccomandato di concentrarsi su “aree” piuttosto che su mercati. «Un’area è uno spazio in cui si compete insieme ad altri attori che possono provenire da altri settori – ha detto-. Se si investe in un’altra direzione, non ci saranno più risorse da destinare sugli obiettivi giusti. Le aziende migliori in questo ambiente turbolento si stanno concentrando su quello che sta accadendo al di fuori dei loro confini, in luoghi a cui normalmente non si guarda», ha detto McGrath.

In un mondo di vantaggi competitivi sostenibili, il presupposto è che la stabilità sia la normalità e il cambiamento sia l’eccezione. Ma oggi la cosa necessaria è continuare a fare modifiche piccole e proattive, orientando i talenti e le operations, in modo che non siano mai necessari cambiamenti impegnativi.

Il “disengagement”, infatti, è un’area di debolezza per la maggior parte delle aziende.McGrath ritiene che sia di vitale importanza avere una struttura molto agile, in modo da distogliere rapidamente risorse dalle aree su cui si vuole disinvestire. La docente ha citatoKodak come esempio di una società che aveva avuto per molti anni un vantaggio sostenibile e, quando improvvisamente questo è venuto a mancare, perchè con il digitale la fotografia è andata in crisi rapidamente, non è stata in grado di modificare la propria rotta.

Un’agile allocazione delle risorse è necessaria nel mondo degli affari di oggi. Le imprese hanno bisogno di separare la loro struttura di potere dal processo di allocazione delle risorse. Altrimenti, se chi controlla il business controlla anche le risorse che il business genera, si tenderà ad operare in una modalità difensiva. Il responsabile, infatti, vorrà conservare tale vantaggio per ragioni perfettamente comprensibili.

 

Curiosi, veloci e più o meno “esatti”

«Dobbiamo cominciare a pensare all’innovazione come ad una competenza e non come qualcosa che accade una volta ogni tanto. L’innovazione dovrebbe avere un budget, delle responsabilità, un responsabile e un processo di gestione vero e proprio. Questo mette nuove pressioni sui leader, proprio perché gli aggiustamenti rispetto a un mondo che cambia dipendono da loro», ha detto.

McGrath ha suggerito, inoltre, che abbiamo bisogno di cambiare “mindset”: spostarci da una mentalità in cui il presupposto è la stabilità e il compito è quello raggiungere gli obiettivi di fatturato, in pratica continuare a fare quello che facciamo da sempre, ad una mentalità dove noi stessi richiediamo i cambiamenti, esigendo innovazione e nuove tecnologie in grado di influenzare il settore di appartenenza.

In realtà, guardare il proprio cliente finale nel suo mondo contribuirà a stimolare innovazioni ed una migliore comprensione di ciò che accade, anticipando, così, le tendenze future.

Essere precisi e “esatti” non è più una priorità in affari. Essere curiosi, veloci e più o meno “esatti” è la strada da percorrere.

 

Grandi opportunità per gli imprenditori

La chiave, dunque, è la creazione di un nuovo percorso basato sul cogliere velocemente le opportunità, sul loro sfruttamento in modo deciso, e sulla capacità di passare oltre ancora prima che questa finestra di opportunità si sia chiusa.

«Anche le persone che lavorano per voi sono alla ricerca di modalità diverse, vogliono sapere che staranno meglio di adesso». Sono preoccupate di rimanere bloccati in un luogo dove non potranno accrescere le proprie competenze e non riusciranno a farsi notare.

Ci sono sempre più opportunità imprenditoriali, perché le aziende non possono aggrapparsi ad asset materiali o muoversi con agilità. Oggi, è tutta una questione di “accesso” ai beni, non “possesso” di beni. Qualche decennio fa, le imprese dovevano acquistare server, ampi uffici e magazzini e attrezzature logistiche. Oggi, gran parte di ciò è disponibile sul mercato. Opportunità reali possono essere create senza grandi livelli di investimento.

McGrath vede anche meno rigidità nella valutazione delle carriere, per via degli ampi networks che le persone oggi hanno e per il modo di lavorare sempre più flessibile, «Questo dà la possibilità di ritagliarsi una carriera più gratificante», ha concluso.

Fonte : Digital 4

Articolo realizzato in collaborazione con WOBI – World of Business Ideas

WOBI organizza la 12esima edizione del World Business Forum Milano il 3-4 novembre, presso MiCo

Le officine della ristorazione

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Fai la scelta giusta ! Cambia marcia per fare la differenza ! Ma soprattutto…. allenati a farlo!

A partire da Novembre 2016 , 6 formatori  selezionati da A tavola con lo chef , vestiranno i panni di personal coach allenando 8  professionisti del settore ristorazione , ad analizzare lo scenario attuale della loro attività ristorativa  aiutandoli ad immaginare e a costruire  nuovi scenari di sviluppo del loro business..

Il format ,pensato in 6 tavole rotonde su cui  si alterneranno alla guida del team di lavoro i coach della scuola , prevede un confronto continuo e interattivo allo scopo di allenare 

  • la  capacità di innovare e intercettare velocemente i cambiamenti del  mercato, progettando  e costruendo  soluzioni ad hoc per la  attività dei partecipanti
  • la  capacità di creare valore dall’esperienza del cliente nel  locale, analizzando soluzioni migliorative legate alle linee, all’accoglienza, alla gestione delle risorse
  • la  capacità di affrontare il tema del controllo di gestione  e controllo dei costi, le ricadute organizzative su sala e cucina, la gestione del personale, ripensando l’organizzazione dei flussi di lavoro, grazie anche  alla nuova piattaforma realizzata in partnership con Octopus Restaurant System e  A Tavola Con Lo Chef.
  • La  capacità di presentare soluzioni e piatti innovativi, in un pitch finale di 36′, allenando  la capacità di sintesi, le  abilità tecniche personali , le modalità di presentazione delle singole soluzioni, l’ empatia e la  capacità di racconto .

 

 

 

 

 

A Proposito di Sfoglia e Sfogline

E’ uno dei format di ristorazione più innovativi degli ultimi anni. Nata nel 2013 dall’esperienza del ristorante stellato dell’Hotel I Portici, la formula della Bottega dei Portici – che in un unico locale racchiude laboratorio e rivendita di pasta fresca, bottega enogastronomica e ristorazione veloce a base di primi piatti preparati al momento – non […]

via Al Cibus di Parma la cucina stellata dei Portici si fa brand. Nasce il franchising labottegadeiportici.com — The Foodie Fighter

Marketing : l’evoluzione delle scuole di cucina

Dire che il mercato delle ” scuole di cucina” sia oramai da considerare  maturo non mi sembra un’eufemismo , anche perchè  la continua aperture di scuole di vario livello  lo  ha …

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Marketing : l’evoluzione delle scuole di cucina

Dire che il mercato delle ” scuole di cucina” sia oramai da considerare  maturo non mi sembra un’eufemismo , anche perchè  la continua aperture di scuole di vario livello  lo  ha di fatto frammentato , costringendo i player di settore  a ripensare il modello di business legato a questo mondo , attivando  nuove strategie , cercando di penetrare nuovi  mercati, aumentando le connessioni con il mondo del food e cercando di stabilire maggiori link con il mondo professionale.

mela

In questo nuovo scenario bisognerà dotarsi di strumenti commerciali sempre più orientati al cliente ,di venditori di servizi che operino direttamente sul mercato,attivando quanti  più  link possibili in funzione dei target di clientela e dei livelli mensili/ trimestrale di vendita  derivanti da una accurata pianificazione didattica / finanziaria/ commerciale  legata al ciclo produttivo annuale .Pur conservando come da vocabolario le caratteristiche  di” Istituzione sociale, pubblica o privata, preposta all’istruzione, quale trasmissione del patrimonio di conoscenze proprio della cultura d’appartenenza, o alla trasmissione di una formazione specifica in una determinata disciplina, arte, tecnica, professione, mediante un’attività didattica organizzata secondo regole condivise “la continua evoluzione del mondo del food e i continui spostamenti dell’offerta del comparto sulla base delle  evoluzioni tecnologiche , di prodotto,dei gusti dei consumatori,per non parlare di quelle legislative che costringono a continui adattamenti, rendono il prodotto scuola di cucina un prodotto che non può più rimanere legato a schemi formativi standardizzati  che  dovrà sempre di più essere un” aggregatore di servizi e funzioni “fungendo da elemento di giunzione tra  domanda formativa /servizio erogato (sempre più attento e  aggiornato a quello che accade sul mercato per i motivi precedentemente indicati) e mondo professionale  il quale ha la necessità di attingere “personale qualificato e certificato” ma allo stesso tempo ha la necessità di aggiornamenti continui ,troppo spesso sottovalutati dagli stessi operatori , che oggi e nei prossimi anni dovranno tenere sempre più in considerazione aspetti significativi legati all’accoglienza , al marketing , alla gestione ,alla comunicazione , alla gestione del personale , banalmente al food cost , al prodotto, alla velocità e all’ottimizzazione dei flussi produttivi , giusto per citarne alcuni ,che di fatto stanno rendendo sempre più complesso questo mondo già di per sè complicato.E’ su questi aspetti che si giocherà la partita nei prossimi anni in cui bisognerà tenere conto che il mercato se ha un problema ha bisogno di risolverlo subito , e se c’è un luogo fisico ,una biosfera  in cui molte se non tutte le  domande che pone ,possono trovare soluzioni in tempi rapidi e con qualità professionale allora lì,andrà a scegliere .A Tavola Con Lo Chef