Ogni azienda vuole migliorare le prestazioni dei propri collaboratori

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Per troppo tempo però il modo in cui si è cercato di farlo è stato evidenziando gli errori, concentrandosi a tirar fuori dai collaboratori ciò che probabilmente non c’era, guardando alle cose che facevano male o in modo impreciso e, raramente, concentrandosi sui punti positivi. Questo ha portato titolari e manager a tentare di modificare radicalmente le attitudini dei propri collaboratori, con risultati troppo spesso disarmanti e demotivanti. Infatti solo una piccola percentuale di persone riesce, con l’aiuto di bravi titolari e manager e con la propria autodisciplina, a modificare radicalmente i propri talenti e svilupparne di nuovi. Purtroppo per la maggior parte di essi, i risultati sono altalenanti o, meglio ancora, sono vividi solo nella misura in cui titolari e manager sono impegnati costantemente a spingere, motivare, gestire ed affiancare, ma, appena queste attività rallentano o vengono dismesse, è frequente che il collaboratore ritorni alle proprie abitudini non ottimali. Spesso siamo portati a pensare che il talento sia associato esclusivamente ad una superiorità “evidente”.

Pensa per un attimo ad un grande campione dello sport: Valentino Rossi. Chiudi gli occhi, immagina in questo stesso momento una sua gara in Moto GP, lo vedi fare sorpassi, affrontare curve paraboliche, staccate da urlo, darci dentro per tutta la gara ed infine sfrecciare verso il traguardo, la bandiera a scacchi sventola per lui e lo accoglie da vincitore della gara. Potresti pensare che né la testarda determinazione, né il duro allenamento, siano la ragione principale della sua grandezza.Può anche avere entrambi gli ingredienti sopra citati, ma la stessa cosa si potrebbe dire della gran parte dei piloti del Moto GP. Da soli, questi fattori, non possono spiegare perché Valentino Rossi sia una star. In fondo in fondo, tutti sappiamo bene che la sua arma segreta è il talento.

I titolari ed i manager più efficaci definiscono il talento come: un modello ricorrente di pensiero, di sensazione o di comportamento che può essere messo in pratica in modo produttivo. L’enfasi è sulla parola “ricorrente”. Il talento, essi sostengono, è rappresentato da una serie di comportamenti che viene messo in atto spesso. Quindi questi manager di successo sono totalmente in disaccordo con il talento inteso come qualità riservata a pochi eletti. I titolari ed i manager migliori, quelli che conducono aziende con incrementi di fatturato a due o tre cifre, sanno individuare e mettere a frutto i talenti naturali dei propri collaboratori, lavorano sui loro lati positivi, individuano i loro punti di forza e li amplificano, sviluppano il loro talento naturale, incentivano i propri collaboratori a lavorarci costantemente per incrementarlo e mitigano i loro punti negativi

“Focalizzatevi solo sui punti di forza di ogni individuo. Non cercate di renderlo perfetto. Al contrario, fate tutto quello che potete per aiutarlo a coltivare il proprio talento. Aiutatelo a diventare un po’ di più quello che è già”

Tom Peters

È provato: un collaboratore consapevole dei propri punti di forza, che si concentri a svilupparli, produce cinque volte di più di un collaboratore esasperato dai propri punti di debolezza. Non ti basta per cambiare approccio nella gestione del tuo personale?Sei consapevole di quanto ti costi girare per l’azienda alla costante ricerca delle cose che non vanno? Il talento in sé non è particolarmente speciale, quello che è speciale è l’incontro tra il talento ed il ruolo, quindi il lavoro del management non è quello di insegnare il talento alle persone, il suo compito è piuttosto quello di aiutarle a realizzare il fortunato incontro tra talento e ruolo e trasferire alle persone le conoscenze, le tecniche e le motivazioni necessarie ad eccellere.Il modo migliore per aiutare un collaboratore a coltivare i suoi talenti, consiste nel trovargli un ruolo in cui egli possa metterli a frutto. Il talento della riservatezza non è particolarmente speciale. Molte persone lo possiedono e lo applicano in tutti gli aspetti della vita, non necessariamente causando cose straordinarie. Di contro, questo talento diventa speciale quando si realizza il perfetto connubio tra talento e ruolo. Un esempio di tutto ciò è il caso di una persona con il talento della riservatezza che diventi segretaria di direzione. Avremo a questo punto una collaboratrice speciale, perché è in grado di tenere per sé tutte le informazioni strategiche di cui viene a conoscenza. Lei ha “talento”.

Ti sarà capitato di non riuscire ad ottenere ” cose “dai tuoi collaboratori !:(  , se la leadership è l’arte di  “ottenere le cose attraverso gli altri “questo  dipende essenzialmente da te  e da  come gestisci quattro aree comportamentali che devi sapere gestire e tenere sotto controllo .
Ed è solo una  parte degli skills richiesti ad un imprenditore, sopratutto se legato al mondo della ristorazione .!

Prova ad immaginare che vantaggi potrebbe avere la tua azienda se riuscissi a creare il perfetto connubio tra talenti naturali e ruoli delle persone che lavorano con te.

Ora smetti di immaginare e iniziamo a farlo insieme!

Clicca qui e scopri come fare

 

 

 

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