Le nuove tendenze del food per il 2014 e altre storie ..le “Erbe e un catalogo Francescano”

saloneSembra che le nuove tendenze del 2014 per quanto concerne il mondo del food siano minimal direi  anni “60” 2.0 per certi versi .

1. Basta agli sprechi. “Da qualche tempo gli sforzi di sostenibilità dei produttori si sono concentrati sulla sostenibilità e più recentemente l’attenzione è rivolta a ridurre, per quanto possibile, le perdite o gli sprechi di cibo, dalle fasi di produzione agli scarti originati a livello di distribuzione e consumatore finaleIn particolare, si prevede un notevole potenziale degli ingredienti ottenuti dagli scarti “…. e nelle cucine delle nostre nonne mi sembra che questo fosse un ‘esercizio quotidiano .

2. Fiducia nei produttori. “Recenti allarmi e scandali in materia di sicurezza alimentare hanno compromesso la fiducia dei consumatori e le aziende hanno il loro bel da fare per riconquistarla. L’origine degli ingredienti sarà utilizzata come strumento di marketing e il consumatore dovrebbe infine beneficiare di alimenti di qualità superiore, chiaramente rintracciabili.” …..Il droghiere , il fruttivendolo sotto casa ,la pizzicheria , il macellaio , il panettiere di quegli anni , (60 n.d.r.) se ce li ricordiamo, rispondevano in fondo a queste esigenze senza tanti fronzoli e la tracciabilità era un termine ignoto a tutti e garantito da  quel signore col cappellino incollato alle orecchie che nei mesi invernali era un tutt’uno con la “meravigliosa macchina delle castagne” o da quell’omone che affilava coltelli che entravano come burro tra costate e costine ,salsicce e amenità varie  in un ” rito ” partecipato e osservato in religioso silenzio.

3. Piaceri semplici. I consumatori stanno rivalutando le loro esigenze e un ritorno alle origini, trovando più piacere nel cibo semplice. C’è stato un passaggio verso la cucina casalinga, dove il cibo riunisce la famiglia e gli amici……. Ma siamo proprio sicuri che questo piacere non sia rimasto sempre ben presente ai più? Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, continua il cosiddetto “effetto clessidra”, ovvero la crescita dei negozi di fascia alta e di quelli di fascia bassa, mentre la categoria intermedia rimane penalizzata. Continuano anche a prosperare le confezioni risparmio e le promozioni con gli sconti. 

4. Piccolo è bello.” Sono in aumento gli innovatori che propongono prodotti di nicchia di alta qualità, anche grazie alle notevoli opportunità fornite dai social network di rivolgersi direttamente ai potenziali clienti sia nazionali che esteri.”…….Ecco ! Piccolo è bello ,mi piace  ! Il problema è sapersi presentare ! e su questo c’è da lavorare molto , perchè  al di là dei sacerdoti del web , quegli omini di cui si parlava sopra, fagocitati da super e ipermercati , allontanati dai centri storici  delle piccole e delle grandi città , erano non solo custodi di  tradizioni e gusti antichi ,ma erano anche garanti al tempo stesso di qualità senza mezze misure . Alla luce del nuovo corso di questi anni ” 60 2.0 ” forse una riflessione varrebbe la pena  farla .Cambiano i percorsi urbani  , siamo tutti connessi ,osserviamo la Marca , le scadenze , le proprietà organolettiche , e poi ci dimentichiamo che forse il nostro tempo libero potrebbe essere ben speso in un mercatino rionale o in un “salone” ,concetto tutto padovano ,dove ancora sei investito da un’orda di sapori e colori che ti riconnette intimamente ai tuoi ricordi e alle tue tradizioni .

5. La salute in una visione più olistica. L’alimentazione è sempre più vicina ad essere veramente riconosciuta come la risposta alla crisi dei bilanci della sanità in tutto il mondo. Alcuni grandi produttori alimentari stanno guardando a tutti i settori della salute per un approccio più olistico all’offerta di alimenti e bevande nutrienti. La nutrizione clinica viene ritenuta una piattaforma altamente redditizia, insieme alle terapie alternative, come la medicina tradizionale cinese.

Immaginare un fruttivendolo anni “60 2.0 ” , un produttore di ortaggi un macellaio ,un droghiere, che racconti sul punto vendita  in modo diverso ,il proprio prodotto, con l’utilizzo del web o meno , con un catalogo o una stretta di mano  ,valorizzando ,semplicità ,genuinità, tracciabilità  tout court , non mi sembra un puro esercizio di stile ma una attualizzazione da effettuare in modo convinto per ridare vivacità e dignità a un sistema connettivo a rischio di estinzione e per ironia della sorte di “tracciabilità” . Alcuni amici Gasisti avrebbero già la risposta pronta , ad ogni modo , ecco  un link che mi ha colpito per la cura “francescana”con cui è stato costruito ,che penso potrebbe essere un punto di partenza nella costruzione di questo format in bilico tra tradizione e innovazione .   http://issuu.com/thechefsgarden/docs/fall_menu_planning_guide_2013bookle/28  .

Dimenticavo , la foto a colori è di Anna Maria Pellegrino http://www.lacucinadiqb.com , bella e brava food blogger Padovana.

 

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